Il sepolcro di Alessandro V

Exemple

Il sepolcro di Alessandro V

Il monumento sepolcrale di Alessandro V, morto a Bologna nel 1410

Morto a Bologna il 3 maggio 1410, l’antipapa francescano Alessandro V (Pietro Filargis, detto Pietro di Candia) fu sepolto nella chiesa del suo Ordine della città, il nostro bel San Francesco.
Il monumento sepolcrale giunto fino a noi e originariamente collocato nell’ambulacro absidale, si compone di due parti in terracotta policroma e dorata. La prima, più antica, è costituita dall’arca con la figura adagiata del pontefice con la tiara sul capo e un cuscino ai piedi, sovrastata dalle statue della Vergine col Bambino e dei santi Francesco e Antonio. Ha il fronte tripartito, decorato negli scomparti da motivi polilobati di derivazione gotica, con al centro soli fiammeggianti, emblema araldico del Filargis. L’arca, con ogni probabilità sorretta da mensole secondo un uso attestato anche nella Bologna dell’epoca, fu realizzata dal fiorentino Nicolò di Pietro Lamberti pare nel 1423, ma era comunque compiuta nel 1424 quando è citata nei registri del convento.
La parte inferiore, consistente nell’alto piedistallo con i due angeli che portano la cornucopia e due scudi con il già visto sole raggiante, è opera del mantovano Sperandio Savelli della fine del 1482, elemento che diede alla tomba un tono pienamente rinascimentale, superando l’aspetto ancora trecentesco che caratterizzava la sistemazione del Lamberti. «Va detto tuttavia – così continua Michele Danieli nelle note storico-critiche redatte in occasione dell’ultimo restauro – che i due angeli, pur se inquadrati da un’architettura composta con elementi classicheggianti, conservano una precisa impronta mantegnesca, certo appresa nella natia Mantova e coltivata nella Ferrara di Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L’idea delle figure inserite in nicchie del piedistallo sembra riprendere la soluzione adottata da Donatello e Michelozzo nel Battistero di Firenze per il sepolcro di Baldassarre Cossa, Legato di Bologna e discusso successore di Alessandro, col nome di Giovanni XXIII (poi deposto dal Concilio di Costanza)».
Originariamente, come riportato dal Righini (Ms. 38, pp. 27-29), esisteva una iscrizione ora perduta che ricordava l’eloquenza oratoria del papa, i suoi scritti, i diversi episcopati ed infine la sua elevazione al soglio pontificio. Da una lapide ricordata in un documento del 1784 (Bologna, Archivio di Stato, Stato del Convento di S. Francesco, tomo I), si apprende che la tomba fu restaurata nel 1584, ad opera di frate Battista Pagani dei Zanettini, e nel 1672. Vi è anche notizia di un affresco con ampio drappeggio rosso che faceva da sfondo alla tomba, con il Padre Eterno centralmente, sopra la statua della Madonna, rispondente ad una incisione nel volume secondo dell’edizione del 1677 delle Vitae, et res gestae Pontificum romanorum et S.R.E. Cardinalium… del domenicano Alfonso Chacón [Fig. 03], in coincidenza dei restauri del 1584, e che probabilmente aveva sostituito uno più antico.
Fino al 1806, l’arca rimane nella collocazione originaria, dietro al coro, quando chiusa la chiesa e spogliata di tutti i tesori d’arte, viene demolita e i frammenti con le ceneri del Papa, vengono portati al nuovo cimitero comunale allora aperto alla Certosa, fuori delle mura. 
Tali frammenti rimasero trascurati ed abbandonati in quella sede fino al 1837, quando il Comune commissiona la ricomposizione del monumento, al quale mancavano molte parti, sostituite con altre di scagliola, illustrato nella secondo volume dell’Eletta dei monumenti del 1840 [Figg. 04 e 05]. 
Nel maggio del 1889 la cassa e le ceneri del papa furono riportate in San Francesco con una solenne funzione funebre, e collocate dietro l’altare maggiore dove attesero fino al 1893, anno in cui a spese del papa Leone XIII, la grande terracotta scomposta in 100 pezzi venne ricostruita, sotto la direzione di Alfonso Rubbiani, nella posizione attuale, a ridosso della parete della seconda campata della navata settentrionale [Fig. 06].
La tomba fu danneggiata nel crollo di alcune parti della chiesa a seguito del duplice bombardamenti del 1943, probabilmente in quello del 25 settembre [Fig. 07].
L’ultimo restauro (a cui si riferisce la veduta d’insieme della Fig. 01 e il particolare della Fig. 02) è stato eseguito nel 2007 dallo studio bolognese di Patrizia Cantelli, grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e della Fondazione  Cassa di Risparmio in Bologna.

(Le notizie qui riportate sono tratte principalmente dagli studi di Michele Danieli e Patrizia Cantelli citati in bibliografia)

Fig. 02
Fig. 03
Fig. 04
Fig. 05
Fig. 06
Fig. 07

Bibliografia

  • Michele Danieli, L’arca di papa Alessandro V nella chiesa di San Francesco in Bologna, in “Il Santo” XLVIII, 2008, 283-286
  • Patrizia Cantelli, Il restauro dell’arca di Alessandro V, in “Il Santo” XLVIII, 2008, 287-292
  • Luigi Garani, Il bel San Francesco di Bologna. La sua storia, Bologna, Tipografia Luigi Parma, 1948 , pp. 125-128, 178-179 e figg. 31, 68-69
  • Francesco Filippini, Nicolò Lamberti e il monumento di Alessandro V in Bologna, Stab. tip. riuniti, 1929 (Estr. da: “Il comune di Bologna”, n. 11, novembre 1929)
  • Alfonso Rubbiani, La tomba di Alessandro V. in Bologna. Opera di M. Sperandio da Montova, Bologna, presso la Deputazione di Storia Patria, 1894 (Estr. da “Atti e memorie della R. deputazione di storia patria per le provincie di Romagna”, s. 3., vol. 11., fascc. 1-3)
  • Benedetto Visibelli, Eletta dei monumenti più illustri e classici, sepolcrali ed onorarii di Bologna e suoi dintorni, compresi gli antichi del cimitero, vol. 2, Bologna, Litografia Zannoli, 1840, pp. [23-24], tav. [9], online alla pagina di www.e-rara.ch
  • Alfonso Chacón, Vitae, et res gestae pontificum Romanorum et s.r.e. cardinalium ab initio nascentis Ecclesiæ vsque ad Clementem 9. p.o.m  […], v. 2, Romæ, Cura, et sumptib. Philippi, et Ant. de Rubeis, coll. [777-779]), online alla pagina di archive.org

Altri riferimenti fotografici

  • Foto di Pietro Poppi post 1889 alla pagina di collezioni.genusbononiae.it (con scheda)
  • Foto secc. XIX-XX (1870 ca-1920 ca) alla pagina di catalogo.fondazionezeri.unibo.it
  • Foto 1929 alla pagina di senato.archivioluce.it
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