Un’incisione di Pio Panfili: la Seliciata di San Francesco

Exemple

La Seliciata di San Francesco in una incisione di Pio Panfili anteriore al 1806

Pio Panfili
Veduta della Piazza detta la Seliciata di S. Franc[es]co in Bologna
(ante 1806)
incisione all’acquaforte su carta, 146×188 mm
Bologna, Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, GDS, Cartone Panfili c. 4

Il Gabinetto disegni e stampe dell’Archiginnasio di Bologna conserva una raccolta di disegni e stampe di Pio Panfili (1723-1812) tra cui una veduta della cosiddetta seliciata di San Francescol’attuale Piazza Marcello Malpighi, col fianco orientale del complesso conventuale, l’abside e i campanili della chiesa e, sulla sinistra, la colonna dell’Immacolata.

Scheda dell’opera alla pagina di badigit.comune.bologna.it da cui è tratta l’immagine qui pubblicata.

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Exemple

Una veduta dell’abside di San Francesco dalla centralissima Piazza Maggiore di Bologna

Fig. 01

Se in Piazza Maggiore si sale sulla gradinata della basilica di San Petronio e si guarda il prospiciente Palazzo del Podestà si potrà notare, oltre il finestrone centrale del Salone dei Quattrocento, l’abside del bel San Francesco.

Fig. 02

Si tratta di un affresco [Fig. 02] conosciuto come La Città degli studi del ciclo decorativo promosso dalla Società Francesco Francia e vinto dal progetto Savena dell’architetto Alfredo Brizzi e del pittore Adolfo De Carolis (1874-1928), ex allievo dell’Accademia bolognese sotto la guida di Domenico Ferri.La composizione, inscritta in un arco, come le altre scene della parete che “riassume in forma d’arte la storia e i fasti della città di Bologna”, può essere divisa in tre registri: in quello superiore, che occupa oltre la metà dell’affresco, l’abside di San Francesco con la tomba di Irnerio in stile neogotico; al centro, è allineata la teoria dei dottori, studiosi e poeti, “ieratici nei loro costumi arcaizzanti”, tra i quali è riconoscibile, di profilo, Dante Alighieri; in primo piano, gli scolari e le allegorie del Trivio e del Quadrivio vivacizzano la scena nella varietà delle loro pose.

Fig. 03
Fig. 04

Le notizie e la Fig. 02 sono tratte dalla pagina di www.bibliotecasalaborsa.it (con ricca bibliografia); altre notizie si ricavano dalla scheda di www.culturaitalia.it relativa al bozzetto ad olio conservato nella “Raccolta De Carolis” del Comune di Montefiore Conca e da cui è tratta la Fig. 03 (vedi in proposito anche la scheda di www.museipiceni.it). Il Museo d’Arte Moderna di Bologna (MAMbo) conserva il progetto della decorazione dell’intera parete nord di cui la Fig. 04 (vedi scheda di www.mambo-bologna.org).

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Exemple

Uno schizzo a penna dell’abside di San Francesco in una cartolina del 1927

Nel 1927, in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale che si tenne nella città felsinea dal 7 all’11 settembre, le Edizioni L. Mantovani di Bologna pubblicarono una serie di 27 cartoline riproducenti altrettanti schizzi firmati Veratti. Tra esse una veduta dell’abside e del fianco settentrionale del Tempio monumentale di San Francesco (Piazza Malpighi) accompagnata dalla seguente descrizione:

È questa la prima chiesa costruita in Italia a tre navate in stile ogivale, e la sua fondazione si fa datare dal 1236. L’abside magnifica, ed i suoi campanili, di cui il maggiore è opera di Maestro Antonio di Vincenzo, sono di una pittoresca e sorprendente imponenza. Dal 1888 essa ha riavuto tutta la originaria sua forma architettonica in seguito ai lavori di ristauro guidati dal Rubbiani. Nell’interno sono varie cappelle di nobili famiglie bolognesi, recentemente restaurate. Splendido l’altare maggiore a bassorilievi, statue (80), guglie e trafori opera dei veneziani fratelli Jacobello e Pier Paolo delle Masegne. La facciata maggiore di tradizione romanica, è decorata nel frontone da preziose scodelle in ceramica.


Scheda alla pagina di badigit.comune.bologna.it da cui è tratta l’immagine qui pubblicata. Per il non meglio identificato autore si vede la scheda di www.collezionesalce.beniculturali.it

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Exemple

Il Voltone di San Francesco in un disegno di Pio Panfili del 1810

Pio Panfili
Voltone da S. Francesco guardando il Convento in allora da PP. MM. Conventuali, oggi la Dogana
(1810)
inchiostro bruno e acquerello grigio su carta avorio, 225×156 mm
Bologna, Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, GDS, Cartone Panfili c. 54

Il Gabinetto disegni e stampe dell’Archiginnasio di Bologna conserva una raccolta di disegni e stampe di Pio Panfili (1723-1812) tra cui quello del Voltone di San Francesco, con la veduta dell’ingresso all’ex convento e, sullo sfondo, i due campanili, da Via Porta Nova. Si tratta, come lui stesso annotato, della copia che l’Autore fece nel 1810 di un precedente suo disegno del 1796.
Scheda dell’opera alla pagina di badigit.comune.bologna.it da cui è tratta l’immagine qui pubblicata.

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