Il giornalino della fraternità di aprile

Exemple

Il giornalino della fraternità di aprile

Qui puoi scaricare il numero di aprile del giornalino “In cammino con la fraternità”

Qui di seguito riportiamo l’articolo di fra Marco, assistente della fraternità.

SENTIMENTI

Provo ad immedesimarmi in Maria di Magdala nel momento in cui, giunta al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, vede che la pietra era stata ribaltata e intuisce che il corpo di Gesù, avvolto con cura in un lenzuolo due giorni prima, ora non c’è più. Quali sentimenti ha provato? Smarrimento, sconcerto, paura, delusione, rabbia, turbamento, angoscia… E vorrei consolarla, starle accanto, condividere un po’ del suo dolore.

Provo ad immedesimarmi in Maria di Magdala mentre, trafelata, giunge da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava e annuncia che hanno portato via il Signore, e non sappiamo dove l’hanno posto. Il suo cuore urla in lei, mentre pronuncia quell’annuncio desolato, pieno di sgomento, terrore, dubbio, confusione, sconforto, accusa… E vorrei essere lì, con loro, fare qualcosa, ma mi sentirei così impedito, non solo di fare, ma di dire una parola che possa avere un senso.

Provo ad immedesimarmi in Maria di Magdala quando, tornata alla tomba assieme agli altri due, si ferma all’esterno e lacrime irrefrenabili le solcano il viso. Una tristezza infinita, una sorda disperazione, un bisogno di urlare e di tacere insieme, avvilita, abbattuta, prostrata da una sofferenza cupa. E vorrei farle sentire almeno un po’ di tenerezza, invitarla a piangere sul mio cuore non potendo neppure io trattenere le lacrime.

Provo ad immedesimarmi in Maria di Magdala, ora che i suoi occhi ripuliti dalle molte lacrime, riescono a scorgere, nel buio del sepolcro, due uomini in bianche vesti che le chiedono il motivo del pianto. E lei sconsolata a ripetere le parole dette ai discepoli, piene di incredulità, di dubbio, di sospetto. E vorrei poterle rispondere, ma con una risposta che anch’io non conosco.

Provo ad immedesimarmi in Maria di Magdala, voltatasi indietro, alla visione dell’uomo del giardino, anch’egli ad interpellarla sul suo pianto, con una domanda in più: Chi cerchi? E c’è in lei una risposta chiara, piena della dolcezza del ricordo e della rassegnazione del presente. Vorrei dirle che anche in me si affollano sentimenti contrastanti.

Provo ad immedesimarmi in Maria di Magdala nell’ora in cui si sente nuovamente chiamare per nome. E quella voce non è sconosciuta, quel timbro è pieno di familiarità e di dolcezza. E allora la gioia è incontenibile. Rabbunì! Lo stupore, la sorpresa che supera ogni attesa e vince ogni dolore! Ora è lei che mi conforta, che mi annuncia un nuovo e diverso annuncio: ho visto il Signore.

E io non vorrei altro, non desidero nulla più.

fra Marco

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